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Reddito di Cittadinanza 2.0: valore e come potrebbe funzionare
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Reddito di Cittadinanza 2.0: cosa sappiamo e come potrebbe funzionare

Reddito di Cittadinanza

Ecco cosa sappiamo sul nuovo Reddito di Cittadinanza 2.0: dalla proposta di Conte ai dettagli su valore e destinatari.

Il Reddito di cittadinanza potrebbe tornare al centro della politica italiana in vista delle elezioni del 2027. La proposta di reintrodurre una misura di sostegno più ampia è stata avanzata da Giuseppe Conte con il nome di “Reddito 2.0” e sembra trovare consensi anche tra le altre forze del centrosinistra. Il Partito Democratico si è mostrato favorevole e nelle ultime ore è arrivata un’apertura, seppur accompagnata da alcune riserve, anche da Italia Viva, che in passato aveva sostenuto l’abolizione del sussidio.

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Reddito di Cittadinanza 2.0: cosa sappiamo

L’ipotesi è quella di costruire uno strumento capace di raggiungere anche persone oggi escluse dall’Assegno di inclusione. “Serve un reddito di dignità – ha dichiarato a Fanpage.it Marco Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra – che sottragga le persone alla ricattabilità di un mondo del lavoro in cui le tutele si erodono sempre di più e i salari restano fermi, mentre dilagano vere e proprie sacche di sfruttamento fino al neo-schiavismo di certe filiere, con la conseguenza di un abbattimento dei livelli di sicurezza e salubrità”.

La proposta è nata nell’ambito di Nova, il percorso di partecipazione promosso dal Movimento 5 Stelle per elaborare il programma in vista delle prossime politiche. La consultazione degli iscritti, conclusa a settembre, ha registrato 38.290 voti favorevoli, pari al 97,8%, e appena 863 contrari. Il documento programmatico prevede una revisione dell’Assegno di inclusione e del Supporto per la formazione e il lavoro, introdotti dal governo Meloni al posto del Reddito di cittadinanza.

Importi, beneficiari e requisiti

Secondo i dettagli anticipati da Il Sole 24 Ore e ripresi in queste ore da Fanpage.it, il nuovo sostegno avrebbe come riferimento una soglia di reddito annuale di 6.500 euro, con un’eventuale integrazione fino a 3.640 euro per le spese abitative, comprese quelle di affitto e mutuo. Una persona senza entrate potrebbe ricevere circa 542 euro al mese.

La novità principale riguarderebbe la platea. Oltre alle categorie già tutelate dall’Adi, il beneficio potrebbe raggiungere anche gli occupabili, oggi esclusi se non appartengono a nuclei con minori, disabili, ultrasessantenni o persone in condizioni di svantaggio. Le stime parlano di circa 580mila potenziali nuovi beneficiari.

Il progetto prevederebbe anche obblighi precisi: almeno otto ore settimanali nei Progetti utili alla collettività e la partecipazione a percorsi di formazione e ricerca del lavoro. Sono inoltre ipotizzati incentivi contributivi per le aziende che assumono stabilmente i percettori e premi per le agenzie private che favoriscono il loro inserimento.

Il piano punta anche a rafforzare i centri per l’impiego e utilizzare piattaforme come Gol e Siisl per collegare lavoratori, imprese e opportunità formative.

Resta da definire la sostenibilità economica. Secondo quanto riferito da Il Fatto Quotidiano, il costo complessivo oscillerebbe tra 9 e 10 miliardi di euro annui. Sottraendo le risorse già destinate ad Adi e Sfl, servirebbero altri 3-4 miliardi. La proposta dovrà ora essere discussa ai tavoli del campo largo, dove si definiranno le priorità del programma elettorale comune.

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ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2026 12:03

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